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Il dottor Giuseppe Musolino, responsabile di chirurgia e endoscopia digestiva della Casa di cura San Camillo di Messina, tra i 35 chirurghi scelti per partecipare all’anteprima nazionale dell’intervento di chirurgia pancreatica in 3D.

Tre giorni in cui il pancreas e le sue patologie, sono state dettagliatamente sviscerate – ha spiegato il dottor Musolino – Da molti anni collaboriamo con l’équipe pancreatica dell’Ospedale P. Pederzoli e utilizziamo anche noi l’approccio multidisciplinare in totale sinergia anche con la struttura di peschiera. Questo permette di affrontare la patologia, ma di sostenere anche il malato nel suo percorso”.

Il valore aggiunto del 3D ci ha permesso di immergerci completamente nell’intervento – ha chiosato Musolino – La sensazione, grazie alla profondità di campo, è stata quella di essere davanti al tavolo operatorio”.

Il Prof. Aldo Scarpa, direttore U.O.C. Anatomia e istologia patologica dell’azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona è intervenuto all’interno del IV Corso avanzato a Peschiera del Garda all’Ospedale P. Pederzoli, dall’1 al 3 ottobre.

“Siamo in grado di leggere le alterazioni molecolari del DNA anche per quanto riguarda il cancro del pancreas e possiamo distinguere dei sottogruppi. – ha commentato il Prof. Aldo Scarpa - Finalmente, per quella piccola percentuale di pazienti circa il 20% in cui il cancro si dovesse ripresentare, anche dopo l’intervento chirurgico, abbiamo delle cure specifiche. Si tratta di una novità recentissima, ci aspettiamo nel giro di un anno e mezzo, due al massimo di ottenere risultati preliminari della sottotipizzazione di questi tumori, e delle prove, quantomeno sperimentali, di risposte a farmaci diversi. Per questo stiamo immaginando di poter arrivare nelle cliniche nel giro di due anni al massimo”.

Renza Trapani, chirurgo del team del Professor Maurizio De Giuli della “Citta' della salute e della scienza” di Torino, Molinette e membro del SICO young, scelta tra i 35 chirurghi partecipanti al primo intervento di chirurgia pancreatica nazionale in visione 3D.

L’approccio multidisciplinare vede il coinvolgimento di diversi specialisti quando si prende in carico un paziente oncologico – ha spiegato la dottoressa Trapani – Chirurghi, oncologi, radiologi e psico oncologi, lavorano per ottenere la miglior diagnosi possibile e accompagnano il paziente in un percorso di chemioterapia e radioterapia che ancora oggi spaventa un po’”. Un iter necessario per far sì che un paziente con tumore al pancreas non operabile, possa grazie alla terapia cambiare le sue sorti. “La chemioterapia e la radioterapia rappresentano due grosse possibilità di cura o addirittura possono cambiare le sorti di un tumore che da non operabile può diventarlo. – ha concluso Trapani - Questo è possibile grazie ad un lavoro di squadra che mette in campo diversi specialisti che possono portare ad una diagnosi precisa e ad una terapia personalizzata, tenendo conto anche dell’aspetto psicologico del paziente”.

Il primo intervento chirurgico al pancreas in visione tridimensionale si è tenuto all’interno del IV Corso avanzato a Peschiera del Garda all’Ospedale P. Pederzoli, dall’1 al 3 ottobre.

Il dottor Alberto Patriti, direttore chirurgia generale dell’Ospedale Santa Croce e dell’Ospedale San Salvatore, Ospedali riuniti Marche Nord, tra i 35 chirurghi scelti per partecipare all’anteprima nazionale dell’intervento di chirurgia pancreatica in 3D.

Quello che ad oggi ha modificato di più la prognosi dei pazienti affetti da patologia pancreatica, soprattutto neoplastica, è l’approccio multidisciplinare. – ha commentato il dottor Alberto Patriti, tra i primi in Italia a praticare interventi di chirurgia pancreatica in robotica - Si tratta di una patologia che non viene curata soltanto dalla chirurgia, ma richiede una collaborazione stretta tra l’oncologo, il radioterapista e il chirurgo ed è ovvio che un paziente con questa patologia viene curato meglio dove esiste un approccio multidisciplinare. Poi arriva la tecnologia, che rappresenta un secondo step, importante sicuramente, ma non indispensabile”.

Il primo intervento chirurgico al pancreas in visione tridimensionale si è tenuto all’interno di un corso avanzato a Peschiera del Garda all’Ospedale P. Pederzoli, dall’1 al 3 ottobre.

Nuove tecniche chirurgiche e nuovi schemi terapeutici sempre più efficaci. Grazie a questi avanzamenti molti pazienti, prima esclusi dalla chirurgia, possono accedere all’intervento. Si parla di un numero di persone incoraggiante: il 40-50% in più. A questo si aggiunge la ricerca sul genoma che apre nuove e interessanti prospettive.

Il punto nell’intervento del Dott. Giovanni Butturini, responsabile Unità di Chirurgia Pancreatica dell'Ospedale P. Pederzoli

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